Uvadatavola.com intervista la Serroplast

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 L'importanza dei teli di copertura di qualità

 Intervista a Stefano Borracci
 
 
L'utilizzo dei teli di copertura in viticoltura da tavola
assume una rilevante importanza per la sostenibilità
economica dell'azienda agricola. Per saperne di più,
abbiamo raggiunto Stefano Borracci, responsabile commerciale
di Serroplast, azienda familiare specializzata nella produzione
di film plastici per la copertura di vigneti e frutteti, nonchè
di accessori per le strutture di sostegno.
Qual è il principale punto di forza della vostra azienda?
La produzione in loco. In zona non esistono altre realtà che
producono teli e vendono in modo diretto alle aziende agricole.
Materia prima, additivi e spessori sono sempre sotto
controllo e ciò garantisce qualità elevata e costante, continua
presenza e assistenza al produttore in qualunque momento
del ciclo produttivo. Inoltre, abbiamo recentemente ampliato
la nostra capacità produttiva con vari nuovi prodotti, tra cui
un telo al 100% in polietilene privo di occhielli metallici per
facilitare lo smaltimento.
L'attività che svolgi ti permette di avere una visione
privilegiata delle dinamiche che ruotano attorno alla viticoltura
da tavola. Quali sono i mercati più dinamici nel
Mediterraneo e nel Mondo?
I mercati più dinamici del Mediterraneo restano ancora la Puglia
e la Sicilia; ci sono poi Paesi emergenti come Marocco,
Egitto e Tunisia, ma si tratta sempre di mercati altalenanti,
principalmente per i noti problemi di instabilità politica che
caratterizzano quelle aree. Anche il Sud America è una realtà
interessante.
Entriamo ora nel dettaglio delle caratteristiche tecniche
dei teli. Capita talvolta di trovare su alcuni tendoni dei
teli colorati. Di cosa si tratta? Quali sono gli obiettivi?
Noi della Serroplast non crediamo particolarmente che i teli
colorati possano apportare vantaggio alla tecnica di produzione
dell'uva da tavola, in quanto bisogna principalmente garantire
al produttore qualità del telo e durata negli anni, per
un buon ammortamento della spesa. I teli colorati, o più precisamete
teli fotoselettivi, hanno la tendenza a durare di
meno. Il colore che si mette nel telo, infatti, rovina molto
l'additivazione e la sua durata diminuisce. Inoltre, ad un aumento
dei costi necessario a colorare il telo, non corrisponde
un sostanziale ritorno in termini di valore aggiunto sul prodotto.
Con questi teli era atteso un miglioramento in termini
di colore delle uve bianche e una generalizzata riduzione dello
stress da caldo della pianta. Ma i risultati non sono stati
esaltanti. Oggi si sta cercando di contenere il problema dello
stress da caldo con altre tecniche: l'impalco più alto in modo
da allontanare il film plastico dall'apparato fogliare e il sesto
di impianto più largo.
Stress da caldo e bruciature sulla vegetazione: un tema
molto interessante con cui in tanti ogni anno sono
chiamati a confrontarsi. Molti agricoltori pensano che i
teli possano provocare fenomeni di fitotossicità.
I problemi di fitotossicità dei teli si potrebbero verificare solo
in caso di utilizzo di materiali diversi dal polietilene. Non sono
in molti però a sapere che tutti i materiali diversi dal polietilene
sono più costosi e la realizzazione di questi risulterebbe
pertanto del tutto priva di logica.
Abbiamo anche finanziato una ricerca su questo tema
raggiungendo dei risultati interessanti. Posso oggi affermare
che la bruciatura delle foglie non dipende dagli UV che il telo
ha assorbito, ma tuttavia il problema è concreto. In piena
estate il caldo può bloccare lo sviluppo vegetativo e, di
conseguenza, lo sviluppo dell'acino. Anche nella stagione
2012 questo fenomeno si è osservato.
Quali sono allora le cause delle bruciature e dallo stress
manifestato spesso dalle piante?
Le sperimentazioni condotte negli anni hanno permesso di
capire che le cause delle bruciature sono da ricercare non nei
teli, ma nelle diverse scelte che siamo chiamati a prendere e
che ruotano attorno alla loro posa in opera e alle modalità di
disposizione.
Teli con superficie posta in orizzontale, senza formare la cosiddetta
piramide, o con una struttura bassa e vegetazione
molto vicina al telo, determinano, in caso di condensa sulla
parte interna, un riscaldamento dell'acqua che nelle ore più
calde del giorno raggiunge i 45–50 °C. Quest'acqua provoca
danni alle foglie scottandole. Lo stesso vale per il sesto di
impianto. Il sesto di impianto largo, tipico delle senza semi,
riduce notevolmente le possibilità di bruciature dell'apparato
fogliare. Anche l'epoca della posa in opera influenza le
scottature. In passato i teli erano utilizzati solo per due motivi
ben precisi: anticipare lo sviluppo delle varietà precoci (Vittoria,
Black Magic e Palieri), e permettere alle uve medio tardive
di mantenersi sane anche dopo il sopraggiungere delle
piogge autunnali.
Negli anni però si è sempre più anticipata la posa in
opera dei teli.
Esatto. E parallelamente si è cominciato ad osservare sempre
più il fenomeno delle bruciature. Anche perchè il telo retinato,
un tessuto laminato con una pellicola di 50 micron, è stato
progressivamente sostituito dai teli plastici. I teli retinati duravano
anche 8–9 stagioni, ciascuna di 3 mesi di durata,
ovvero 24 mesi complessivi. Ora gli agricoltori con le stesse
strutture, cioè con il palo di 3 metri che si alterna a quello di
2,2 metri (il telo trova un punto di appoggio non ogni 2,5 metri
ma ogni 5 metri, con conseguente inevitabile aumento
della tensione), utilizzano i teli plastici a partire da marzo. Se
si mettono i teli a marzo, ovviamente il retinato non va più
bene dato che, come noto, è opaco, non entra bene la luce e
si osservano tutti i problemi collegati alla difficoltà di maturazione
delle gemme e alla lignificazione del legno. L'utilizzo dei
teli plastici è, quindi, aumentato negli anni.
Ma i teli plastici determinano un riscaldamento maggiore
. . .
Il telo in plastica riscalda di più del retinato, in molti casi
anche troppo, tanto che si possono osservare bruciature in
presenza di questi. Se però vi è il terzo impalco ed il telo è
molto distante dall'apparato fogliare non si osservano problemi
di bruciature.
Quali altri fattori determinano un aumento indesiderato
delle temperature all'interno del tendone?
Anche la pendenza del terreno influenza la temperatura nel
tendone: nella zona più alta il calore si concentra notevolmente.
Un'altra causa è l'utilizzo di acque con alto contenuto
in sali. È il caso delle zone di Mola di Bari e Cozze ma
anche alcune zone in agro di Noicattaro e Polignano. In questa
situazione la pianta fa fatica a sviluppare una vegetazione
idonea. Anche in questo caso molti produttori attribuiscono il
problema ad una supposta fitotossicità dei teli.
Altro aspetto delicato è collegato alla vita dei teli.
Oggi molti produttori lasciano i teli sull'impianto anche 8–9
mesi, su una struttura che spesso non è idonea a sostenere i
teli per tutto questo tempo, anche perchè nei mesi di aprilemaggio,
quando ci sono venti forti, i teli fanno vela e finiscono
per bucarsi. Lo stesso telo che prima durava 8–9 anni, oggi
dopo 3 anni non è più utilizzabile.
Quali sono le richieste che un produttore deve fare
quando acquista dei teli?
Innanzitutto chiedere quali sono le caratteristiche finali del
prodotto che acquista: larghezza, spessore e peso/m2. Questo
perchè, in base alla densità della materia prima, un telo che
ha 120, 130 o 160 micron di spessore può avere due pesi diversi.
Qui c'è la differenza. I teli sul mercato vengono venduti
al m2 e non al kg, ma i teli possono avere diversa densità del
materiale. Due teli aventi entrambi spessore di 120 micron
possono pesare 150 o 200 g/m2. Questo significa, su un ettaro,
500 kg in più o in meno di plastica. In euro la differenza è
di 800–1000 euro. Quindi un fornitore può vendere un telo
che a parità di spessore può essere realizzato in plastica più o
meno densa e quindi più o meno resistente. La qualità di un
telo con maggiore densità della plastica visivamente non può
essere colta dall'agricoltore ma nei fatti un telo più denso è
anche più resistente.
Quali consigli vuoi dare all'agricoltore che deve acquistare
teli?
Innanzitutto rivolgersi ad aziende serie e non badare al
centesimo: si rischia di ricevere un prodotto o un servizio poco
efficiente. L'importante per chi acquista i teli è produrre
bene in termini di qualità e quantità. Inoltre bisogna considerare
che i problemi possono sorgere in ogni momento. Questi
problemi sono risolti immediatamente se chi vende il telo è
anche il produttore dello stesso. Se il telo deve essere sostituito
il 15 agosto, Serroplast non ha problemi a fornire questo
servizio in modo rapido, perchè non c'è un terzo fornitore da
contattare.
 
Mirko Sgaramella
per la rivista UVA DA TAVOLA di Gennaio 2013 
 
 

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